martedì 25 giugno 2013
Battlefield 4: DICE spiega le caratteristiche principali del Frostbite 3 in un video
“La nuova tecnologia DICE sarà impiegata anche in Need for Speed Rivals, Command & Conquer e Dragon Age Inquisition. DICE spiega quali sono gli elementi di maggiore innovazione. ”
Electronic Arts e DICE hanno appena rilasciato un interessante video a proposito dellecaratteristiche tecniche del nuovo motore Frostbite 3 e di ciò che lo differenzia dalla precedente versione. Nel video, alcuni tecnici di DICE fanno luce su queste nuove caratteristiche.
Si parla di gestione di grandi mondi di gioco, della possibilità di modificare le mappe distruggendo parte degli oggetti, di come incidano la distruzione e gli altri effetti ambientali sul resto degli elementi della scena e di nuove funzionalità avanzate del motore, come la simulazione condivisa dell'acqua, che consente di avere elementi di gameplay inediti rispetto alle precedenti versioni di Battlefield come il cosiddetto combattimento oceanico dinamico.
La nuova tecnologia DICE, oltre che in Battlefield 4, sarà impiegata anche in Need for Speed Rivals, Command & Conquer e Dragon Age Inquisition. Nel video si possono vedere brevi estratti provenienti da questi giochi e sequenze di gameplay di Battlefield 4 mai mostrate prima d'ora.
Battlefield 4 uscirà il 31 ottobre nel Nord America e l'1 novembre in Europa per quanto riguarda i formati PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Successivamente, arriverà anche sulle console di nuova generazione. Per il nostro resoconto della prova del multiplayer all'E3 cliccate qui.
giovedì 20 giugno 2013
Steam potrebbe presto consentire di condividere i giochi con gli amici
“Circolano voci sulla rete a proposito di una nuova possibile funzionalità di Steam.”
Nel caso di Xbox One e PlayStation 4 si stanno diffondendo a macchia d'olio le proteste a proposito della presunta impossibilità di vendere i giochi usati o di prendere in prestito un gioco dagli amici. Ma, in realtà, su Steam questo limite c'è sempre stato, anche se le cose potrebbero essere destinate a cambiare.
Stando a tre righe di codice individuate all'interno dell'ultimo client beta di Steam, e segnalate dal poster di Neogaf Grief.exe, Valve avrebbe pianificato di introdurre nel suo servizio di distribuzione digitale una sorta di "libreria di giochi condivisa". Di seguito le tre righe in questione:
- "SteamUI_JoinDialog_SharedLicense_Title" "Shared game library"
- "SteamUI_JoinDialog_SharedLicenseLocked_OwnerText" "Just so you know, your games are currently in use by %borrower%. Playing now will send %borrower% a notice that it's time to quit."
- "SteamUI_JoinDialog_SharedLicenseLocked_BorrowerText" "This shared game is currently unavailable. Please try again later or buy this game for your own library."
Sembra che Valve stia pensando a un sistema per il quale sia possibile prestare temporaneamente dei giochi agli amici per poi riprenderseli quando si vuole. Per come funziona Steam attualmente, invece, dopo aver acquistato un gioco questo rimane definitivamente legato all'account, e non può essere ceduto in alcun modo.
Consentire ai giocatori PC di condividere i giochi costituirebbe, dunque, un grande cambiamento, anche se Valve poi dovrebbe verificare se la cosa può essere condivisa e supportata dai produttori di videogiochi. Potrebbe esserci un limite nel numero di persone con cui è possibile condividere i giochi, proprio come accade con Xbox One. Microsoft ha infatti corretto il tiro a proposito dei limiti imposti al mercato dell'usato e al prestito di giochi, stabilendo che è possibile condividere i giochi per la console con un massimo di 10 persone appartenenti allo stesso nucleo familiare.
Nel caso di Xbox One, infatti, sarà possibile condividere un abbonamento Xbox Live Gold tra 10 utenti che vivono nella stessa abitazione, e con uno che vive altrove. Solo un utente alla volta potrà usare la copia condivisa, mentre non sarà obbligatorio usare la stessa console.
Nel momento in cui scriviamo, Valve non ha assunto una posizione ufficiale riguardo a questa fuga di notizie.
mercoledì 12 giugno 2013
lunedì 10 giugno 2013
martedì 4 giugno 2013
giovedì 30 maggio 2013
martedì 28 maggio 2013
TRAVAGLIO COMMENTA IL RISULTATO DEL M5S
La disfatta dei 5Stelle alle elezioni comunali di ieri è figlia dei loro errori, ma anche dei loro meriti. Gli errori sono noti e li abbiamo più volte segnalati.
1) Comunicazione. Un movimento giovane e radioso, aggressivo ma sorridente, ha assunto via via una mutria ringhiosa, rancorosa, sospettosa, difensiva. Contro nemici veri ma prevedibili e contro nemici immaginari (il complotto interno dei traditori, le congiure dei partiti per spaccare i 5Stelle, le macchinazioni dei giornalisti, tutti cattivi a prescindere e servi per definizione).
2) Televisione. La scelta di Grillo di non mettere piede in tv e di costringere le tv a occuparsi di lui, azzeccata nella campagna per le politiche, è stata un suicidio in quella delle comunali: lì i comizi contro "Pdl e Pdmenoelle" lasciano il tempo che trovano. Chi vota vuol conoscere i candidati e i programmi. Se no gli schifati votano Grillo alle politiche e alle comunali si astengono.
3) Candidati. Il non-partito col non-statuto ha dei non-candidati, degli anonimi "portavoce". Che possono andar bene per opporsi in Parlamento, ma sono totalmente inadatti per l'elezione diretta e personalizzata dei sindaci. De Vito, a Roma, si presentava ai dibattiti tv leggendo un foglietto prestampato: anche se leggeva il Vangelo, levava la voglia di votarlo a chiunque non appartenga allo zoccolo duro del Movimento, che non supera il 10% (il resto è voto di opinione e va conquistato ogni volta). 4) Scelte nazionali. I balbettii delle consultazioni al Quirinale e degli incontri in streaming con Bersani e Letta, quando i 5Stelle non riuscirono a far capire la loro proposta di un governo fuori dai partiti con Rodotà, o Zagrebelsky, o Settis. E consentirono alla black propaganda anti-Grillo di addossargli la colpa dell'inciucio Pd-Pdl, già deciso la sera del voto, e di oscurare la bellissima candidatura di Rodotà al Quirinale.
5) Classe dirigente. Il sistema di selezione, con le parlamentarie nazionali online e con la votazione locale dei meet-up, tiene alla larga impresentabili, corrotti e riciclati, ma porta a galla troppi personaggi mediocri, se non addirittura imbarazzanti. Quella che piagnucola perché vuole andare a Ballarò, quello che campeggia dalla D'Urso, quelli che alla prima busta paga si fanno la pipì addosso e scatenano la rivolta della diaria. Consultare gli iscritti è fondamentale, ma necessita di un filtro successivo: meglio escludere qualcuno prima che espellerlo poi.
Ma anche alcuni meriti dei 5Stelle aiutano a spiegare la batosta. E sarebbe assurdo negarli.
1) Se tre mesi fa avesse prestato sottobanco 15 senatori a Bersani per il suo demenziale governicchio di minoranza, o se poi si fosse imbarcato nell'immondo carrozzone Letta-Alfano, il M5S si sarebbe guadagnato i favori dei giornaloni, della Rai e di mezza La7, che ora non lo lincerebbero da mane a sera, non inventerebbero scandali inesistenti (tipo i delirii della cronista di Report sulla pubblicità nel blog), non oscurerebbero la clamorosa rinuncia a 42 milioni di rimborsi elettorali, non lo accuserebbero di perder tempo a "parlare di scontrini" o di essere come tutti gli altri.
2) Le battaglie e i consensi dei 5Stelle hanno costretto gli elettori e i candidati del Pd a cambiare in meglio (il predatore migliora la specie predata): i primi, alle primarie, scelgono quasi sempre il più lontano dalla nomenklatura e più vicino alla società civile; i secondi, una volta in lizza, si ingrilliscono vieppiù rubando voti al candidato M5S. Pisapia a Milano, Doria a Genova, Renzi a Firenze, De Magistris a Napoli, Emiliano a Bari, Orlando a Palermo, Zedda a Cagliari, Serracchiani in Friuli. E ora Marino, che vince a Roma contro il Pd dell'inciucio (era per Rodotà). Invece alle politiche c'era Bersani con tutto il cucuzzaro, e Grillo superò il 25%. Ieri, nel pieno della débâcle alle comunali, i sondaggi nazionali davano M5S addirittura in ripresa al 24-25%. L'inciucio logora chi lo fa.
Marco Travaglio Da Il Fatto Quotidiano del 28/05/2013.
1) Comunicazione. Un movimento giovane e radioso, aggressivo ma sorridente, ha assunto via via una mutria ringhiosa, rancorosa, sospettosa, difensiva. Contro nemici veri ma prevedibili e contro nemici immaginari (il complotto interno dei traditori, le congiure dei partiti per spaccare i 5Stelle, le macchinazioni dei giornalisti, tutti cattivi a prescindere e servi per definizione).
2) Televisione. La scelta di Grillo di non mettere piede in tv e di costringere le tv a occuparsi di lui, azzeccata nella campagna per le politiche, è stata un suicidio in quella delle comunali: lì i comizi contro "Pdl e Pdmenoelle" lasciano il tempo che trovano. Chi vota vuol conoscere i candidati e i programmi. Se no gli schifati votano Grillo alle politiche e alle comunali si astengono.
3) Candidati. Il non-partito col non-statuto ha dei non-candidati, degli anonimi "portavoce". Che possono andar bene per opporsi in Parlamento, ma sono totalmente inadatti per l'elezione diretta e personalizzata dei sindaci. De Vito, a Roma, si presentava ai dibattiti tv leggendo un foglietto prestampato: anche se leggeva il Vangelo, levava la voglia di votarlo a chiunque non appartenga allo zoccolo duro del Movimento, che non supera il 10% (il resto è voto di opinione e va conquistato ogni volta). 4) Scelte nazionali. I balbettii delle consultazioni al Quirinale e degli incontri in streaming con Bersani e Letta, quando i 5Stelle non riuscirono a far capire la loro proposta di un governo fuori dai partiti con Rodotà, o Zagrebelsky, o Settis. E consentirono alla black propaganda anti-Grillo di addossargli la colpa dell'inciucio Pd-Pdl, già deciso la sera del voto, e di oscurare la bellissima candidatura di Rodotà al Quirinale.
5) Classe dirigente. Il sistema di selezione, con le parlamentarie nazionali online e con la votazione locale dei meet-up, tiene alla larga impresentabili, corrotti e riciclati, ma porta a galla troppi personaggi mediocri, se non addirittura imbarazzanti. Quella che piagnucola perché vuole andare a Ballarò, quello che campeggia dalla D'Urso, quelli che alla prima busta paga si fanno la pipì addosso e scatenano la rivolta della diaria. Consultare gli iscritti è fondamentale, ma necessita di un filtro successivo: meglio escludere qualcuno prima che espellerlo poi.
Ma anche alcuni meriti dei 5Stelle aiutano a spiegare la batosta. E sarebbe assurdo negarli.
1) Se tre mesi fa avesse prestato sottobanco 15 senatori a Bersani per il suo demenziale governicchio di minoranza, o se poi si fosse imbarcato nell'immondo carrozzone Letta-Alfano, il M5S si sarebbe guadagnato i favori dei giornaloni, della Rai e di mezza La7, che ora non lo lincerebbero da mane a sera, non inventerebbero scandali inesistenti (tipo i delirii della cronista di Report sulla pubblicità nel blog), non oscurerebbero la clamorosa rinuncia a 42 milioni di rimborsi elettorali, non lo accuserebbero di perder tempo a "parlare di scontrini" o di essere come tutti gli altri.
2) Le battaglie e i consensi dei 5Stelle hanno costretto gli elettori e i candidati del Pd a cambiare in meglio (il predatore migliora la specie predata): i primi, alle primarie, scelgono quasi sempre il più lontano dalla nomenklatura e più vicino alla società civile; i secondi, una volta in lizza, si ingrilliscono vieppiù rubando voti al candidato M5S. Pisapia a Milano, Doria a Genova, Renzi a Firenze, De Magistris a Napoli, Emiliano a Bari, Orlando a Palermo, Zedda a Cagliari, Serracchiani in Friuli. E ora Marino, che vince a Roma contro il Pd dell'inciucio (era per Rodotà). Invece alle politiche c'era Bersani con tutto il cucuzzaro, e Grillo superò il 25%. Ieri, nel pieno della débâcle alle comunali, i sondaggi nazionali davano M5S addirittura in ripresa al 24-25%. L'inciucio logora chi lo fa.
Marco Travaglio Da Il Fatto Quotidiano del 28/05/2013.
domenica 26 maggio 2013
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